AN ANTHOLOGY OF THOUGHT & EMOTION... Un'antologia di pensieri & emozioni

È Possibile rapportarsi a un Dio non conoscibile?

Botta:
Se il Signore è un mistero per noi, al di là di ogni comprensione umana, come è possibile rapportarsi a Lui?

Risposta:
In effetti hai ragione, il Signore è essenzialmente inconoscibile, nonostante Egli si faccia conoscere a noi tramite i Suoi miracoli, i Suoi profeti, la Sua Torà e dal costante atto di creazione e sostentamento dell’universo e della nostra esistenza. Tuttavia niente di tutto ciò offre una definizione di chi Egli sia, poiché Egli non può essere definito. Come dicono i Kabbalisti, Egli è infinito, anche oltre ‘l’inizio che non può essere conosciuto”.

Come è possibile pregare e avere un rapporto con un essere talmente sconosciuto e indefinito che non può neanche essere chiamato “essere”?

La risposta è che ciò è possibile perché il nostro rapporto con Dio non viene misurato dalla nostra capacità di comprenderLo, né da un livello di sensibilità accresciuto o da qualche stato di “estasi” sublime che sosteniamo di avere provato dopo aver sperimentato la Sua presenza. Bensì il nostro rapporto con Dio è misurato da ciò che facciamo, dal nostro attaccamento alle leggi che Egli ha stabilito per noi e dalla nostra integrità nelle interazioni con gli altri.

Colui che afferma di avere un Dio ma imbroglia il suo prossimo, ha in effetti due dei. Una persona che afferma di essere ateo ma crede in una legge morale immutabile è, effettivamente un credente. Essenzialmente, Dio è nella tua vita quando ti comporti in modo Divino, seguendo i Suoi modi coerentemente. È questo il motivo per il quale Egli ci ha dato la Sua Torà, di modo che seguendo le istruzioni in essa contenute, possiamo unirci a Dio nella nostra vita quotidiana.

Dio non è un’idea che può essere afferrata con la mente. Piuttosto, Dio è reale, e la realtà si afferra tramite atti concreti.

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Domanda:
Non sono religioso, ma leggo i pensieri su Chabad.org ogni giorno. A volte si parla del fatto che il Signore è l’Inconoscibile mentre altre volte si dice di amarLo. Non capisco, come si può amare una cosa che è Inconoscibile?

Risposta:
Molti uomini ti diranno che dopo 25 anni di matrimonio, la donna con la quale vivono è ancora un grande mistero per loro. Come ha detto mio suocero, usando le sue tipiche espressioni da ingegnere: “a tutt'oggi ho imparato quali bottoni premere, ma non ho ancora idea di come essa funzioni!”

E mio suocero... sì, era molto innamorato di sua moglie all’epoca, dopo più di trent’anni di matrimonio.

Il punto è che tutto questo si applica anche a Dio. È vero che Egli è interamente inconoscibile, perché non ha una definizione. Ma sappiamo come Egli si identifica rispetto a noi, cosa ha creato, quali bottoni premere.

È a questo punto che subentra l’amore. Vediamo che questo Dio infinito e inconoscibile, che ha creato un universo magnifico con stelle e galassie infinite e innumerevoli creature diverse, inclusi noi piccoli esseri umani – Egli desidera avere un rapporto con noi. Ed Egli ci fornisce gli strumenti con cui costruire il rapporto, un rapporto così vicino ed intimo che ci dà la possibilità di stare con Lui in ogni momento della giornata, nell’anima, nella mente e in tutte le membra del nostro corpo. Se meditassimo profondamente su questo concetto, sicuramente i nostri cuori si scioglierebbero.
Questo concetto è esplorato a fondo nel Tanya, capitolo 46. Contatta un rabbino vicino a te per studiarlo, o guarda su Chabad.org


(Rav Tzvi Freeman per gentile concessione di Chabad.org)